sabato 3 gennaio 2015

Di The Prestige e di Come Vorrei Scrivere le Mie Storie



"The Prestige" nasce dalla penna di Christopher Priest nel 1995, e solo nel 2005, dopo cinque anni di lavoro da parte dei fratelli Nolan, vede la sua trasposizione sul grande schermo.
Io lo vidi in TV.

Non ricordo se lo cercavo, o se lo vidi per caso.
Oddio, non e` uno di quei film che va visto al cinema perché altrimenti perderebbe il suo fascino, non e` pieno di effetti speciali, quindi non persi qualcosa nel vedermelo sul piccolo schermo di casa mia.
Ma fu amore a prima vista, letteralmente.
Senza fare spoiler, il film racconta la storia di due illusionisti (Hugh Jackman e Christian Bale), rivali tanto sul palcoscenico quanto nella vita, dagli inizi fino al termine delle loro carriere. Tramite un sapiente utilizzo dei flashback (e doppi flashback), utilizzando i loro diari come mezzo per raccontare il passato, seguiamo le loro vicissitudini, il modo in cui cercano continuamente di superarsi, ad ogni costo.
E quando dico "ad ogni costo" intendo veramente "ad ogni costo": saranno disposti a tutto, ad ogni possibile sacrificio, pur di ricevere piu` applausi dell'altro.
La caratteristica, che reputo meravigliosa, di questo film, e` che non c'e` un protagonista, ma due antagonisti.
Durante il film, lo spettatore si lega prima ad uno, poi all'altro, poi di nuovo al primo, senza che i personaggi facciano realmente qualcosa per essere reputati "migliori", anzi, il loro gioco, la loro sfida, li porta ad essere sempre piu` sleali, senza morale, fino a superare i propri limiti.
"The Prestige" non e` la classica storia "buono contro cattivo", non c'e` una distinzione netta di "bianco e nero", ma sono diverse, tante tonalita`di grigi che sfumano, continuamente. Sta allo spettatore "scegliere", in base alla propria morale, e non a quella imposta dagli sceneggiatori, come accade in altri film, o altri libri.
E` proprio questa sua caratteristica, di non schierarsi ma semplicemente di raccontare una storia, di non forzare gli eventi ma di lasciare ai personaggi di esprimersi, che adoro e che voglio trasportare nei miei scritti.
Sinceramente sono stufo di storie, di saghe intere, dove buoni e cattivi hanno una etichetta in fronte, ad indicare da che parte stanno.
Sembrano tutti episodi del Tenente Colombo.
La vita reale non e` cosi`. Le persone non fanno quello che fanno "perche` e` cosi`", ma perche` hanno un motivo per farlo, sono spinte dalla propria forza di volonta`, e limitati dalla propria morale. Una persona potrebbe essere disposta a tutto, pur di ottenere il proprio obiettivo, ed e` proprio questo conflitto interiore la parte interessante di un personaggio.
Dire che un ladro ruba ai ricchi per dare ai poveri, potrebbe risultare banale. Un padre di famiglia costretto a rubare per sfamare i propri figli, diventa una storia piu` interessante. Un uomo costretto ad uccidere il proprio capo perché i suoi figli sono tenuti in ostaggio, ancora piu` interessante.
Lo stesso vale per gli antagonisti.
Costa spinge un "cattivo" ad essere cattivo?
Che interesse puo` esserci in un despota che schiavizza il proprio popolo perché e` fatto cosi` e basta?
Molto piu` interessante un dittatore che per imporre la propria` volonta` e` disposto ad usare ogni mezzo, perché crede veramente che le sue scelte siano le migliori per il popolo ignorante.
Un governante che vuole conquistare il mondo non interessa a nessuno, uno che vuole farlo per portare la pace tra i popoli, mettendoli sotto un unico regno, ha più senso.
Con questo non voglio dire che gli archetipi sono sbagliati, o che tutti devono essere "buoni ma incompresi", anzi, gli archetipi sono utili perché lo spettatore/lettore identifica subito un modello, ma deve essere una base, bisogna ampliarlo e motivarlo nelle scelte che fa, caratterizzarlo, e non limitarlo ad una macchietta.
Questo e` quello che voglio fare nei miei scritti.

Altra caratteristica che adoro di The Prestige è il colpo di scena (o Plot Twist, se vogliamo fare gli Americani).
Il film e' ambientato nella Londra dei primi del '900, e per tutta la durata del film viene dato per assodato che le illusioni effettuate dai protagonisti siano appunto "illusioni".
Ma verso la fine del film viene aggiunto uno e un solo elemento "fantastico", ed il film ti obbliga ad avere quella espressione basita, attonita, occhi e bocca spalancati.
E la cosa stupenda e` che tale elemento si incastra cosi` perfettamente nella trama, da non dare fastidio, da non stonare con il resto, da non risultare impossibile o irreale, per quanto irreale lo sia veramente.
Tale coerenza, anche nell'elemento fantastico che viene aggiunto, e` un punto di forza che voglio riproporre.
Quanti film avete visto o libri avete letto, che vi hanno fatto dire "si va beh, questo è proprio impossibile"? Il problema non sta nell'elemento in se, quanto del contesto in cui viene inserito.
Se improvvisamente il protagonista diventa un tiratore scelto, dalla mira infallibile, quando per tutta la storia non e` mai stato indicato niente, neanche il minimo indizio, che possa suggerire o giustificare tale caratteristica, ecco che lo spettatore/lettore alza gli occhi al cielo, sospira e va avanti. Questo distaccamento dal coinvolgimento dalla storia è snervante, e lo sceneggiatore/autore ha fallito.
La bellezza delle storie e` proprio quella di alienarti momentaneamente dalla realta`, e per quanto questa storia possa essere irreale, se e` coerente, e` sufficiente che i presupposti siano chiari e onesti, e la storia sara` (piu` o meno) apprezzata, o perlomeno digerita. Lo spettatore/lettore non si pone alcun dubbio nel vedere un drago all'interno di un racconto fantasy, diverso se improvvisamente appare in un thriller.

Alla fine di questo discorso, quello che conta piu` di tutto e` proprio la coerenza. Coerenza nei personaggi, nelle cose che fanno, nelle scelte che intraprendono e dei motivi che li spingono a fare proprio quelle scelte. Coerenza della storia, degli elementi che la compongono e di come questi smuovono la trama e i personaggi scelti. The Prestige e` un film ricco e complesso, che mi ha innanzi tutto appassionato, e in secondo luogo mi ha trasmetto queste lezioni.

Ve lo consiglio caldamente.

(Oh, e poi c'e` Scarlett Johansson, che non guasta mai.)

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