sabato 4 aprile 2015

De La Biblioteca di Babele e del Senso della Scrittura


La Biblioteca di Babele e` un racconto di Jorge Luis Borges del 1941. Descrive un universo fantastico consistente in una sola, infinita (o quasi) biblioteca, cosi` composta:
“L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d’un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, orlati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venti ripiani, cinque per ciascuna parete, coprono tutti i lati tranne due; l’altezza degli scaffali, da cinque ripiani ciascuno, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d’una normale libreriaCiascuno dei lati liberi dà su un angusto corridoio che porta a un’altra galleria, identica alla prima e a tutte. A destra e a sinistra del corridoio vi sono due gabinetti minuscoli. Uno permette di dormire in piedi; l’altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che s’inabissa e s’innalza nel remoto. Nel corridoio è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze.”
Al di la` della affascinante architettura, che fu di ispirazione per Umberto Eco nel Il Nome della Rosa, quello che affascina ancora di piu` e` la composizione dei testi presenti nella Biblioteca. Ogni libro, di formato uniforme, e` composto da 410 pagine, ciascuna pagina di ottanta righe, ciascuna riga di quaranta lettere. Come descritto nel testo, i possibili caratteri sono venticinque, ovvero ventidue lettere, lo spazio, la virgola e il punto. Ogni libro presente quindi nella biblioteca non e` nient'altro che una combinazione di 1.312.000 caratteri. Ipotizzando, come si immagina nel racconto, che i libri non si ripetano, ci sono

57.226.988.381.574.300.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000

libri nella biblioteca. Riuscendo (come Super Vicki) a leggere un libro al secondo, non basterebbero i quasi quattordici miliardi di anni di vita dell'Universo per leggerli tutti.
E` un numero enorme.
Ma non infinito.
Nel racconto, lo sconosciuto protagonista ipotizza che fra tutti i libri composti da sequenze senza senso di caratteri, ci sia
"Tutto: la storia minuziosa dell'avvenire, le autobiografie degli arcangeli, il catalogo fedele della Biblioteca, migliaia e migliaia di cataloghi falsi, la dimostrazione della falsità di questi cataloghi, la dimostrazione del catalogo falso, l'evangelo gnostico di Basilide, il commento di questo evangelo, il commento del commento di questo evangelo, il resoconto veridico della tua morte, la traduzione di ogni libro in tutte le lingue, le interpolazioni di ogni libro in tutti i libri."
Tutto.
Anche questo post su questo blog.
La storia della vostra vita.
Tutte le vostre possibili vite.
La vera storia dell'omicidio del Presidente Kennedy.
Cosa sarebbe successo se Kennedy fosse sopravvissuto.
Le leggi che governano questo Universo.
Le confutazioni alle suddette leggi.
Ogni libro pubblicato e ogni libro ancora da pubblicare, con tutte le loro possibili varianti e finali.
Ogni cosa.
Qualsiasi cosa possiate immaginare, sappiate che non ve la siete inventata.
E` li.
Da qualche parte.
E se la Teoria delle Stringe e del Multiverso fosse vera e non semplice speculazione scientifica (e qui faccio un volo pindarico con piroetta), allora tutte queste storie non sarebbero solo "storie", ma descrizioni vere e proprie di realta` esistenti, da qualche parte.
E allora che senso ha scrivere?
Se qualsiasi cosa io possa mettere su carta, e` stato gia` scritto, o potrebbe essere scritto in un futuro, o addirittura esiste, da qualche parte, cosa sto facendo realmente, scrivendo?
Sto facendo qualcosa di molto piu` importante di scrivere un racconto.
Sto vagando per la Biblioteca di Babele, sto scegliendo un libro qualsiasi e sto trovando, in tutto quel rumore fatto di sequenze di caratteri, un racconto, un tesoro raro in quel numero indescrivibile di pagine inutili.
E quel racconto mi parla di persone, di luoghi e di eventi che sono accaduti, che stanno accadendo o che accadranno, da qualche parte.
Ed ecco allora che scrivere assume tutto altro spessore.
Perche` nel rispetto di quel tesoro, delle persone coinvolte nella sua storia e del lettore, lo scrittore deve metterci l'anima, il sangue e tutta la dedizione possibile.
Altrimenti scrivera` solo l'ennesima sequenza di 1.312.000 caratteri.

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